Pnrr

2023 - 4 - 4

Innovazione della PA: col PNRR passi avanti dell'Italia verso il ... (Agenda Digitale)

il PNRR può dare alla Pubblica amministrazione una spinta per compiere quel salto qualitativo necessario per rendere il digitale popolare, diffuso, ...

Restiamo convinti che in tutti gli appalti e i servizi pubblici una quota vada riservata al rafforzamento della sicurezza digitale delle strutture pubbliche e delle infrastrutture critiche. Già operativa la nuova agenzia nazionale per la sicurezza informatica, un presidio che sarà sempre più importante anche alla luce delle tensioni internazionali, con la rete a rappresentare un delicatissimo ambito in cui misurare l’efficacia degli strumenti a garanzia della sicurezza nazionale. Per le competenze digitali nell’istruzione, un indicatore sicuramente importante è quello relativo all’adozione del piano Scuola 4.0 per trasformare le aule in ambienti di apprendimento innovativi. La nomina del nuovo direttore darà indicazioni importanti di come e di quanto il governo Meloni abbia a cuore la cybersicurezza. Seguono Veneto (192,5 milioni), Piemonte (150,2), Campania (146,3) e Sicilia (115,7). L’Italia, afferma sempre I-Com, ha raggiunto già un traguardo nei servizi sanitari digitali approvando un piano sull’aggiornamento digitale delle attrezzature tecnologiche ospedaliere e un provvedimento sulla “casa come primo luogo di cura e telemedicina”. Per migliorare le skill in campo lavorativo, l’Italia prevede un piano di formazione e ulteriore assistenza ai disoccupati e ai lavoratori in transizione nell’acquisizione di competenze digitali. Come rilevano gli analisti di Openpolis, la digitalizzazione della Pa ammonta ad 1,7 miliardi l’investimento già assegnato all’Italia in questo ambito. Questo ritorno al futuro, però, in tutta evidenza, ha sempre più bisogno di nuove professionalità per essere sostenuto e diventare davvero strutturale. [PNRR ](https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-la-grande-scommessa-per-dare-un-futuro-allitalia/)può dare alla Pubblica amministrazione una spinta per compiere quel salto qualitativo necessario per l’erogazione di servizi di qualità ai cittadini e processi di efficientamento della cosa pubblica. Tra i paesi che destinano le percentuali più alte del proprio Pil al pilastro digitale, troviamo infatti quelli che sono in ritardo nel DESI (Romania, Bulgaria, Grecia, Portogallo, Croazia). Ma come si muove il Paese, quali traiettorie ha compiuto o sta per compiere in chiave Pnrr?

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PNRR, Governo: "Rimoduliamo il piano, ma senza rinunciare ai fondi" (Rai News)

Il cambio di programma punterebbe a realizzare i progetti da mettere in cantiere realisticamente entro il 2026 per non rischiare di perdere gli aiuti ...

E di fronte a questa sfida di mettere a terra il Pnrr, cosa fa il governo? Parliamo, tra l'altro, di soldi ottenuti con estrema fatica in Europa da Giuseppe Conte, dopo un lungo braccio di ferro con i Paesi Frugali, e che rappresentano un'occasione unica per il rilancio dell'Italia e per modernizzare e digitalizzare finalmente il nostro Paese. Le parole surreali pronunciate dal leghista Riccardo Molinari sulla possibilità di rinunciare a una parte dei soldi del Pnrr sono state in parte smentite da Palazzo Chigi generando caos e confusione.

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Pnrr, fonti governo: rimoduliamo ma senza rinunciare ai fondi ... (Sky Tg24)

Dopo l'ipotesi, lanciata dal leghista Riccardo Molinari, di rinunciare a parte delle somme del piano nazionale di recupero e resilienza, l'esecutivo ...

"Si lavora nel merito - ha sottolineato - guardando al merito e guardando chiaramente la strategicità delle aziende, particolarmente in questo tempo, tenendo in considerazione il tema della spesa del Pnrr per quello che riguarda le energetiche, e anche il lavoro che l'Italia fa per cercare di diventare una sorta di hub di approvvigionamento”. Forse sarebbe il caso di valutare di rinunciare a una parte dei fondi a debito”. Questo il chiarimento di fonti di governo a proposito dell'ipotesi, lanciata dal leghista Riccardo Molinari, di rinunciare a parte dei fondi a prestito del Pnrr.

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Pnrr, c'è un caso nel governo. Stop della premier al Carroccio (Corriere della Sera)

Riccardo Molinari lo ipotizza, Giorgia Meloni lo esclude. Sui fondi del Pnrr, la Lega apre un fronte nella maggioranza. E il dibattito acceso che segue ...

I capigruppo dem Chiara Braga (Camera) e Francesco Boccia (Senato) replicano all’unisono, in linea con la segretaria: «È urgente che il ministro Fitto venga in Parlamento per spiegare all’Italia cosa hanno intenzione di fare per salvare il più grande progetto di ammodernamento del Paese. L’ex premier e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, invece, parla di «spaccature nel governo che ci preoccupano», ma ribadisce la disponibilità al dialogo per non perdere le risorse. [Elly Schlein](https://www.corriere.it/argomenti/elly-schlein/): «La situazione attuale del Pnrr merita un pieno confronto con il Parlamento e con le parti sociali», avverte Schlein. La replica a Molinari filtra chiara anche da fonti del governo: «L’ipotesi di rinunciare a una parte dei fondi non è sul tavolo. Sui fondi del [Pnrr](https://www.corriere.it/argomenti/pnrr/), la Lega apre un fronte nella maggioranza. O si cambia la destinazione dei fondi o spenderli per spenderli, a caso, non ha senso».

Pnrr, il Governo intende rimodulare il piano | LA NOTIZIA (LA NOTIZIA)

Conte: "Le spaccature nel governo ci preoccupano per quanto riguarda il Pnrr. Non possiamo permetterci di rinunciare neppure a parte di queste somme".

“Stiamo lavorando per rimodulare il piano” ma l’idea di “rinunciare a parte dei fondi” non è sul tavolo. Non possiamo permetterci di rinunciare neppure a parte di queste somme” ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte in un punto stampa fuori da Palazzo Montecitorio. Il Pd c’è, pretendiamo risposte” scrive il Partito democratico sui social.

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Pnrr, governo nel caos. Molinari (Lega): "Valutare se rinunciare a ... (La Repubblica)

Il capogruppo del Carroccio: "Ho parlato con molti sindaci di comuni piccoli e i problemi sono numerosi, ha senso indebitarsi con l'Ue per fare cose c…

. Ma la premier: "Non sono preoccupata dei ritardi". Molinari (Lega): "Valutare se rinunciare a parte dei fondi". Meloni: "Non perderemo risorse"a cura della redazione Politica

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Pnrr, il tempo stringe e il personale non basta mai - FocuSicilia (FocuSicilia)

Il 53 per cento lavorerà al Sud e nelle Isole. Lo ricorda il Centro studi enti locali (Csel), che riprende anche alcuni dati siciliani: i Comuni che ...

Il 2023 potrebbe quindi essere l’anno del cambio di paradigma e “al Sud ci sono delle eccellenze – riconosce l’esperto – che hanno fatto strike, hanno partecipato a tutti i bandi, c’erano e ci sono persone che hanno più esperienza e sprint o strutture amministrative pubbliche che hanno sempre avuto l’eccellenza di spendere i soldi comunitari del ciclo del settennato. “Il decreto appena pubblicato – ricostruisce il Csel – è attuativo del decreto 152 del 2021, ‘targato’ Governo Draghi. A ricordare la ferita aperta è stato anche Nicola Tonveronachi, del Centro studi enti locali, che in una recente visita a Catania ha sottolineato a FocuSicilia come manchino “300 mila dipendenti, il turn-over non è stato rinnovato, è difficile in pochi mesi metterli dentro con qualità e professionalità adeguate, però ci dobbiamo provare. Tra questi, solo 27 hanno ottenuto assunzioni di personale di supporto con fondi che superano di poco i 900 mila euro (il cinque per cento dei 18,4 milioni di euro messi a disposizione di tutte le regioni) e con un impiego previsto di 49 unità. Ai Comuni i soldi stanno arrivando, la sfida è metterli a terra. Sono 1.026 le ultime assunzioni finanziate dal Dpcm pubblicato il 20 febbraio scorso sulla Gazzetta ufficiale per supportare le amministrazioni comunali al di sotto dei cinque mila abitanti nell’attuazione dei progetti Pnrr di cui sono titolari.

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Il caso. Pnrr, la proposta di rinunciare a parte dei fondi Ue divide ... (Avvenire.it)

Riccardo Molinari: senza idee chiare, è meglio dire no a parte dei soldi. Palazzo Chigi costretto a smentire. undefined - FOTOGRAMMA. COMMENTA E CONDIVIDI.

E non è detto che non accada, perché anche la premier sente il peso di questa fase in cui si sollevano dubbi sull’affidabilità del Paese. Mentre con Gentiloni il capo dello Stato non ha avuto di più che normali saluti in circostanze istituzionali. Risultato concreto: il rilancio del dialogo con l’Unione Europea in continuità con l’azione dell’ex premier e “sfruttando” la mano tesa del commissario economica Paolo Gentiloni. Palazzo Chigi non può nemmeno consentire che l’idea circoli troppo a lungo senza una smentita: «Stiamo lavorando per rimodulare il piano, ma l’ipotesi di rinunciare a parte dei fondi non è sul tavolo». Forse sarebbe il caso di valutare di rinunciare a una parte dei fondi a debito». Giusto quindi ridiscutere il piano con la Commissione europea, o si cambia la destinazione dei fondi o spenderli per spenderli a caso non ha senso.

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Pnrr, scontro nel governo. La Lega: rinunciare a una parte dei fondi ... (Il Sole 24 ORE)

Ministeri, non escluso nuovo decreto · Def atteso dopo Pasqua · Fazzolari a Radio 24: piano troppo frettoloso del Conte II · Concessioni portuali e ...

A fine aprile c’è l’appuntamento con la Commissione Ue, per presentare la proposta di Pnrr integrato con il RepowerEu. Di certo, è il ragionamento che si fa nel governo, non si toccano i progetti che riguardano la sicurezza energetica, le infrastrutture di trasporti e quelle digitali. «Purtroppo l’attuale governo si è trovato a dover risistemare molte cose che non vanno perchè il piano è stato fatto in modo troppo frettoloso dal governo Conte II», è il pensiero di un fedelissimo della premier, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. «Stiamo lavorando per risolvere le criticità», hanno sottolineato le stesse fonti, ribadendo che il Piano va «rimodulato», eliminando i progetti che non possono essere portati a termine entro il 2026 ma «lo spazio che si libera» sarà utilizzato «su altri progetti per i quali i finanziamenti possono essere spesi entro giugno 2026». «Stiamo lavorando per rimodulare il piano» ma l’idea di «rinunciare a parte dei fondi» non è sul tavolo. È quanto hanno spiegato fonti di governo a proposito dell’ipotesi, lanciata dal leghista Riccardo Molinari, di rinunciare a parte dei fondi a prestito del Pnrr.

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Svolta verde davvero per tutti. Idea (immobile) per il Pnrr (Avvenire.it)

L'Europa risponde con RepowerEU e con un programma per colmare il gap sulle materie prime e sulle terre rare. Dobbiamo orientare le risorse del Pnrr per ...

Le risorse del Pnrr possono e devono essere concentrate sull’effi-cientamento della rete elettrica (smart grid) e degli acquedotti per ridurre le perdite idriche (due voci già previste). Abbiamo tutto per vincere la sfida che passa essenzialmente per il cambiamento delle fonti di produzione di energia (che fanno il 73% delle emissioni), della produzione industriale e agricola, della mobilità e dell’efficienza energetica degli edifici. Il treno che sta passando è un’altra grande occasione e non possiamo perderla per essere competitivi sul sentiero della transizione, creare valore e posti di lavoro e vincere la sfida dell’emergenza climatica. Al Nord si sperimentano colture del riso che economizzano acqua, mentre cambiano le stagioni di raccolta e vendemmia e le aree e l’esposizione in cui produrre vino. Già in questi anni l’agricoltura sta subendo conseguenze pesanti del riscaldamento globale e cerca di adattarsi. L’Europa risponde con RepowerEU e con un programma per colmare il gap sulle materie prime e sulle terre rare.

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"Le risorse del PNRR per gli enti locali”. Segui il webinar in diretta ... (Ministero dell'Interno)

Prosegue da parte del Centro Alti Studi del ministero dell'Interno (Casmi) la proposta di conferenze online per la formazione del personale ...

[http://culturaprofessionale.interno.gov.it](http://culturaprofessionale.interno.gov.it), nella sezione dedicata al Centro Alti Studi del Ministero dell’Interno, e sul canale YouTube Casmi, sarà successivamente disponibile la registrazione integrale del webinar. L’incontro verrà introdotto dal presidente del Casmi, Carolina Bellantoni, e vedrà gli interventi del capo dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero dell’Interno, Claudio Sgaraglia, del direttore del servizio centrale per il Pnrr presso il ministero dell’Economia e delle Finanze, Carmine Di Nuzzo, del dirigente Ispettorato Generale per le pubbliche amministrazioni presso il ministero dell’Economia e delle Finanze, Sonia Caffù, del direttore centrale per la Finanza locale presso il Ministero dell’Interno, Antonio Colaianni, e del dirigente, capo ufficio di staff, nell’ambito della direzione centrale per la Finanza Locale, Marcello Zottola. Oggi 4 aprile in programma, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, l’incontro dal titolo “Le risorse del Pnrr per gli enti locali” realizzato in collaborazione con il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - direzione centrale per la Finanza locale - del Ministero dell’Interno.

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Pnrr, tutti i dubbi dentro la Lega: così vorrebbe ridurre i progetti (Corriere della Sera)

Le parole del capogruppo Molinari che mettono in discussione la gestione dei fondi Ue. L'economista leghista Borghi: «Se te lo fanno rimodulare,...

Il capogruppo leghista, in un’intervista ad Affaritaliani, ha parlato di quel che fino a oggi è tabù: «Forse sarebbe il caso di valutare e di rinunciare a una parte dei fondi a debito». La speranza leghista è che si riesca ad arrivare a sostituire alcune delle parti a prestito con forme di finanziamento diverso: «Se fosse possibile — conclude Claudio Borghi — io ci penserei». Però, non si può negare che lui — e anche allora molti altri — i suoi dubbi a suo tempo non li abbia espressi: «Diciamo che avevamo detto che sarebbe stato molto diverso dalla pioggia di miliardi gratis che era stata prospettata». O si cambia la destinazione dei fondi o spenderli per spenderli a caso non ha senso». se te lo fanno rimodulare...». A quel punto, però, il debito è acceso e andrà ripagato.

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Tetris salviniano | Il governo ha un problema con il Pnrr (di nuovo ... (Linkiesta.it)

Palazzo Chigi respinge l'ipotesi, avanzata dagli alleati leghisti, di rinunciare a una parte dei fondi. Sarebbe un'ammissione di incapacità.

[a Repubblica](https://www.repubblica.it/economia/2023/04/03/news/andrea_orlando_pnrr_codice_appalti_sicurezza_lavoro-394824712/?ref=RHLF-BG-P1-S3-T1) –. [Secondo Repubblica](https://www.repubblica.it/economia/2023/04/04/news/opere_pnrr_ferrovie_borse_di_studio-394831424/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1), Salvini presenterà al ministro agli Affari europei Raffaele Fitto una diversa lista di opere. È approdato al Senato un emendamento al decreto Pnrr ter, per garantire un venti per cento in più di risorse a fronte del caro materiali. [riporta il Corriere](https://roma.corriere.it/notizie/politica/23_aprile_03/pnrr-c-e-un-caso-nel-governo-stop-della-premier-al-carroccio-1e700bbe-d23b-11ed-89c0-c0954998de15.shtml), viene ribadita da ambienti di governo: è esclusa l’ipotesi, avanzata dalla Lega, di rinunciare a una parte delle risorse. Dal differimento – anticamera, per alcuni, di una possibile cancellazione – di altri progetti scaturirà un miliardo di euro, che Salvini vorrebbe destinare a ottantaquattro progetti per le condotte idriche. Per l’ex ministro del Lavoro del governo Draghi, Andrea Orlando, l’esecutivo «cerca alibi, ma ha perso mesi dietro misure di propaganda».

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Dl Pnrr, sprint finale in 5a commissione al Senato - PublicPolicy (Public Policy, agenzia di stampa politica e parlamentare)

ROMA (Public Policy) – Sprint finale in commissione Bilancio al Senato per il via libera al dl Pnrr. L'avvio dei voti, nella 5a di Palazzo Madama…

E ancora, la società Giubileo 2025 potrà sottoscrivere apposite convenzioni con Anas in qualità di centrale di committenza, non solo in relazione a interventi di messa in sicurezza e manutenzione ordinaria delle strade . Viene specificato, tra le altre cose, che una quota delle risorse, nel limite massimo di 20 milioni per ogni anno dal 2023 al 2025, potrà essere utilizzata dal commissionario straordinario – e non da Roma Capitale come indicato nel testo del provvedimento – per la realizzazione di interventi di parte corrente connessi alle attività giubilari. L’avvio dei voti, nella 5a di Palazzo Madama, in programma per la scorsa settimana è slittato a oggi, in attesa di diverse riformulazioni e pareri del Governo sugli emendamenti segnalati dalle forze politiche.

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Lo scontro tra Meloni e la Lega sul Pnrr, punto per punto (Corriere della Sera)

Il leghista Molinari, un fedelissimo di Salvini, ha detto che «forse sarebbe il caso di valutare se rinunciare a una parte dei fondi a debito» del...

Se l’Italia fa un passo indietro e sventola già una mezza bandiera bianca, ci sarebbero due conseguenze: verrebbero riviste al ribasso le nostre prospettive di crescita al 2026 (potenzialmente non buono per la sostenibilità del debito) e in Europa si rischierebbe di mettere una pietra sopra ad altri piani di debito comune, se il principale beneficiario dicesse che in realtà non riesce a farne uso fino in fondo». «Meloni si è affrettata a precisare che uno scenario del genere “non è sul tavolo”. Come ha spiegato Federico Fubini a PrimaOra con un messaggio Whatsapp: «Rinunciare ora ai prestiti vorrebbe dire che il governo non sarebbe in grado di programmare investimenti che rendono più dello zero-virgola che costa quel debito. Perché non sono una parte insignificante del Pnrr, ma quella portante: sui 191,5 miliardi di risorse messi a disposizione dall’Ue, 122,6 miliardi sono finanziati tramite prestiti (loans) e 68,5 da sovvenzioni a fondo perduto (grants). Anche fonti del governo hanno replicato a Molinari: «L’ipotesi di rinunciare a una parte dei fondi non è sul tavolo. Perché Fitto, plenipotenziario per il Pnrr, nei giorni scorsi ha parlato di una «rimodulazione» del Piano che differisca l’utilizzo di una parte dei fondi, ma senza rinunciarvi. O si cambia la destinazione dei fondi o spenderli per spenderli, a caso, non ha senso». I «buchi» nel Pnrr sarebbero così coperti dopo la sua scadenza e sotto altra forma, e intanto i fondi sarebbero concentrati sui progetti fattibili entro la scadenza del 2026. Il fatto che la premier abbia subito detto che non se ne parla è rassicurante per la rotta del governo e del Paese, ma non cancella gli interrogativi sulla coesione della maggioranza. Perché è in questo aprile che il governo deve capire cosa fare, e comunicarlo una volta per tutte alla Commissione europea, sperando nel suo ok. [Questo ](https://roma.corriere.it/notizie/politica/23_aprile_03/pnrr-c-e-un-caso-nel-governo-stop-della-premier-al-carroccio-1e700bbe-d23b-11ed-89c0-c0954998de15.shtml?intcmp=emailNLcor_primaora_4aprile2023)(al sito Affariitaliani): «Forse sarebbe il caso di valutare se rinunciare a una parte dei fondi a debito. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza continua a essere al centro del dibattito politico.

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Fonti governo, rimoduliamo Pnrr ma senza rinunciare ai fondi (ANSA Nuova Europa)

Lo spiegano fonti di governo: 'Idea non è sul tavolo, spazio a progetti realizzabili entro 2026'. Pd: 'In Governo Meloni e maggioranza è caos totale' (ANSA)

"Questo regime da 450 milioni di euro consentirà all'Italia di accelerare lo sviluppo di capacità di idrogeno rinnovabile, in linea con la strategia dell'Ue sull'idrogeno", ha sottolineato la vicepresidente Ue, Margrethe Vestager, aggiungendo che "la misura aiuterà l'Italia anche a ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili importati, in linea con il piano RePowerEu, garantendo al contempo che eventuali distorsioni della concorrenza siano ridotte al minimo". Il sostegno pubblico stanziato dall'Italia assumerà la forma di sovvenzioni dirette a copertura dei costi di investimento, con un importo massimo di aiuto per progetto di 20 milioni di euro da stanziare entro il 31 dicembre 2025. Lo spiegano fonti di governo a proposito dell'ipotesi, lanciata dal leghista Riccardo Molinari, di rinunciare a parte dei fondi a prestito del Pnrr.

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Pnrr in ritardo, Meloni litiga con la Lega, Pd attacca: “Così rischia di ... (Fanpage)

Crepe nella maggioranza per i ritardi sul Pnrr. La Lega chiede di rinunciare a parte dei fondi, ma Meloni tira dritto.

Il governo ha sbagliato "nella polemica contro gli obiettivi di transizione ecologica, ad esempio. Unito all'aumento dei tassi di interesse, di cui nessuno al governo parla, si tradurrebbe in un potente freno dell'economia". Qualche crepa è emersa nella maggioranza negli ultimi giorni Si affaccia l'idea di rinunciare a parte dei fondi Ue: "Non mi meraviglia. E il governo non ha alcuna intenzione di rinunciare a una parte dei 200 miliardi europei. Secca la replica di Palazzo Chigi, che lascia trapelare la versione ufficiale: "Rinunciare a parte fondi del Pnrr? Il governo ha perso mesi dietro a misure spot e regressive, dai voucher alla soglia del contante, e interventi di puro propagandismo, dal decreto rave alla caccia alle Ong.

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"Le risorse del PNRR per gli enti locali”. Segui il webinar in diretta ... (Ministero dell'Interno)

Prosegue da parte del Centro Alti Studi del ministero dell'Interno (Casmi) la proposta di conferenze online per la formazione del personale ...

[http://culturaprofessionale.interno.gov.it](http://culturaprofessionale.interno.gov.it), nella sezione dedicata al Centro Alti Studi del Ministero dell’Interno, e sul canale YouTube Casmi, sarà successivamente disponibile la registrazione integrale del webinar. L’incontro verrà introdotto dal presidente del Casmi, Carolina Bellantoni, e vedrà gli interventi del capo dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero dell’Interno, Claudio Sgaraglia, del direttore del servizio centrale per il Pnrr presso il ministero dell’Economia e delle Finanze, Carmine Di Nuzzo, del dirigente Ispettorato Generale per le pubbliche amministrazioni presso il ministero dell’Economia e delle Finanze, Sonia Caffù, del direttore centrale per la Finanza locale presso il Ministero dell’Interno, Antonio Colaianni, e del dirigente, capo ufficio di staff, nell’ambito della direzione centrale per la Finanza Locale, Marcello Zottola. Oggi 4 aprile in programma, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, l’incontro dal titolo “Le risorse del Pnrr per gli enti locali” realizzato in collaborazione con il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali - direzione centrale per la Finanza locale - del Ministero dell’Interno.

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Pnrr, accelerare per evitare il fallimento (Collettiva)

Il successo del Piano è responsabilità di tutti. Fracassi, Cgil: "Basta parlare dei ritardi che ci sono, occorre lavorare per colmarli"

Significa non aver compreso che il Piano non è per i singoli territori, ma per il sistema Paese, ed è per questo che il sistema dei bandi competitivi è sbagliato. Uno degli obiettivi principali del Piano era, ed è la ragione delle tante risorse destinate all'Italia, la riduzione dei divari di territorio, di genere e tra generazioni. Secondo te non rischiamo non solo di non centrare l'obiettivo della riduzione dei divari, ma di vedere depauperato proprio il pilastro delle infrastrutture sociali del Pnrr? Tante le ragioni che la vice segretaria della Cgil Gianna Fracassi individua per le difficoltà di realizzazione del Pnrr, ma serve "responsabilità e la consapevolezza che il Piano non è del governo di turno ma dell'Italia". Penso che il dibattito che si è aperto in queste settimane sia piuttosto pericoloso, cioè non dobbiamo discutere dei ritardi, ma dobbiamo accelerare per evitare i ritardi. In realtà quello che manca è la capacità di fare programmazione nel medio termine in una cornice coerente: penso ad esempio alla politica industriale mancante nel nostro Paese, che dovrebbe indirizzare su obiettivi condivisi, risorse non solo europee e interventi di riforma. Lo denunciamo da tre anni, penso non si sia compreso appieno il senso del Piano né a livello centrale né a livello dei territori. Tecnici e professionisti che hanno trovato di meglio nel privato o non si sono presentati, pur avendo vinto il concorso, o appena hanno avuto occasioni più stabili e remunerati meglio hanno lasciato. Evidentemente il problema non è la semplificazione, ma difficoltà strutturali ad attuare una progettazione complessa: torniamo al problema non risolto di rafforzamento della capacità amministrativa. Questo esecutivo ha scelto di accentrare molto e di cambiare l’assetto di governo del Piano definito da Draghi. Già questo inevitabilmente ha comportato e comporta ritardi, ma non è solo questione di tempi. Dal tentativo di dirottare le risorse perdendo di vista l'obiettivo della riduzione dei divari e della coesione.

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