Alda Merini

2023 - 3 - 21

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«Siate folli»: oggi nasce l'immensa Alda Merini (WordNews.it)

AUGURI DOLCE POETESSA. Alda Merini era stata ritenuta una alienata mentale. Dopo la prima esperienza arriva il secondo ricovero, più lungo, dal 1964 al 1972 ...

Otto anni di inferno. Otto anni di manicomio. La composizione per età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (69,0%). I pazienti di sesso femminile sono il 53,6%. Anche nel mondo esterno ha dovuto subire l'ignoranza di persone irrispettose. L'inferno di Alda non è rimasto confinato in quelle mura.

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Rescaldina onora l'opera poetica di Alda Merini, domenica 26 ... (Sempione News)

Omaggio alla poesia di Alda Merini, all'Auditorium Comunale di Rescaldina, con letture, musica e opere di artisti del territorio.

26/03/2023 alle 15:30 [Rescaldina – Pomeriggio di poesia e arte contemporanea in onore di Alda Merini, domenica 26 marzo 2023 alle 15.30, presso l’Auditorium Comunale di Rescaldina (MI), in via Matteotti 6.](https://www.sempionenews.it/wp-content/uploads/2023/03/alda-merini-evento-rescaldina-26-marzo.jpg) [Cultura](https://www.sempionenews.it/cultura/), [Eventi Culturali](https://www.sempionenews.it/cultura/eventi-culturali/)

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L'anniversario di Alda Merini (Il Tascabile)

Versi sui Navigli, sul manicomio, su Manganelli. Sanzia Milesi è una giornalista freelance, che si occupa di cultura, economia e sociale. Collabora e ha ...

Così, mentre la città di Milano propone lo Spazio Alda Merini come “un bene comune che accoglie le idee di tutti” tra tesseramenti, volontariato e donazioni, per le vie del quartiere dai bar capita di ascoltare omaggi sonori di amici di oggi e di ieri. Dalla poesia Il Bacio: “Tutti mi guardano con occhi spietati, non conoscono i nomi delle mie scritte sui muri e non sanno che sono firme degli angeli per celebrare le lacrime che ho versato per te”. “Fatta di ali di farfalle sbriciolate: sono i pensieri che, dopo il volo, si fanno materia e come polvere rimangono a testimonianza; non spolverarla, cancelli la vita e i ricordi”. Così in Lettere a un racconto: “Il Naviglio è un rione maledetto. Da una lattina di Coca Cola a un Pikachu, tra accendini e sigarette, lo Spazio Alda Merini si offre oggi alla città, polvere compresa. Lei, vecchia, tra loro, “Perduta ormai la via della speranza, vengo a cantare in mezzo a dei dementi, sospinta da un illogico destino”. E già allora conclude: “Sorda a qualunque lusinga di carattere letterario, non fu possibile alla Merini che vivere nella cerchia di Porta Ticinese”. Dopo di lui, racconta ne’ La battaglia di Manganelli: “mi risvegliai fiorita, di colpo in manicomio”. Sta di fatto, spiega ancora in quel testo, che “Il manicomio non finisce più. Tra quelle che già nel Gobbo, prima poesia data alle stampe nel 1948, definisce “due sponde che non si risolvono (insoluta io stessa per la vita), come le rive del Naviglio”. Dall’anno seguente, il 1962, viene internata per dieci anni al manicomio “Paolo Pini” di Milano. Poi, appena quindicenne il lavoro in uno studio notarile di via Verdi e la passione per la poesia che preme.

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Alda Merini, la poetessa che agli elettroshock rispondeva con i versi (La Svolta)

Il 21 marzo, giornata mondiale della poesia, è anche l'anniversario della nascita dell'artista “dei Navigli”. Di cui ripercorriamo la storia insieme alla ...

Il mio rapporto con la poesia è un po’ambivalente: non ritengo e non penso sia la mia strada scrivere poesie. La poesia era ciò che le bastava e che le riempiva completamente la vita. Ma la cosa più strana e più misteriosa è che io ero molto amico del fratello Ezio Merini, già negli anni Settanta. Anche per l’aiuto di un medico in particolare, il dottor Gabrici, a cui lei ha dedicato poi un libro Lettere al Dottor G., che ha colto questo suo bisogno e le ha dato modo, pur essendo ancora in manicomio, di scrivere: le ha messo a disposizione il suo studio e la macchina da scrivere. Quando è scomparsa, nel 2009, sono andato a casa sua, che era vuota, e ho fotografato tutti i muri. Ho scritto un libretto anni fa spinta dal compagno di quel momento e da una delle mie sorelle, e sono stata contenta di averlo pubblicato, erano poesie dedicate a mia madre, poco dopo la sua morte. La poesia era il suo daimon, era la sua vita. La poesia era il suo paradiso, ma anche il suo inferno. C’è una sua poesia famosa che dice “Io non ho bisogno di denaro. Il primo centro a Omegna l’ho aperto io e negli anni ho capito che era un modo per curar me stessa. Era un mondo a sé quella zona, era accogliente, però la malattia mentale, siccome faceva molta paura, era una etichetta che non veniva accettata, quindi la persona veniva messa in disparte soprattutto se era stata anche ricoverata poi in manicomio, perché allora c’erano soltanto i manicomi. Credo che la grande difficoltà, forse, sia stata quella essere ancora molto indottrinata rispetto alle cose che ci hanno insegnato con il cattolicesimo.

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A Rescaldina un pomeriggio di poesia e arte contemporanea in ... (LegnanoNews)

L'evento si terrà il giorno domenica 26 Marzo alle ore 15,30 presso l'Auditorium Comunale . Introdurrà l'Assessore alla Cultura Elena Gasparri.

Saranno esposte opere di vari artisti facenti parte delle Associazioni: “Res Art” e “Il sorriso dell’Angelo” di Rescaldina. Rosa Gallace presenterà una biografia e opere di Alda Merini che verranno declamate dall’Artista Giorgio Orsini. L’evento si terrà il giorno domenica 26 Marzo alle ore 15,30 presso l’Auditorium Comunale .

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