Leandro Castan

2023 - 2 - 2

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Leandro Castan, che fine ha fatto: la Roma, il tumore al cervello ... (Corriere della Sera)

L'ex difensore racconta le difficoltà per il cavernoma cerebrale che ha cambiato la sua carriera: «Avevo giramenti di testa e poi vomitavo.

Non è mai riuscito a tornare quello di prima, non ce l’ha fatta. «Lo giuro, ho fatto tutto quello che potevo fare per tornare al mio livello. L’ex difensore racconta le difficoltà per il cavernoma cerebrale che ha cambiato la sua carriera: «Avevo giramenti di testa e poi vomitavo.

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Leandro Castan: “Il tumore ha distrutto i miei sogni: uno Scudetto e il ... (Goal.com)

L'ex difensore giallorosso ripercorre la sua carriera da Zeman a Mihajlovic passando per Totti e De Rossi. Cruciali i momenti con Garcia e Spalletti.

Per non aver più giocato con la Roma e per non aver disputato neanche un Mondiale col Brasile. Neanche mi siedo e mi fa: ‘Senti, la partita di ieri è stata un disastro’. Castan tornerà in campo soltanto con Mihajlovic, che lo volle fortemente al Torino al punto di chiamarlo di persona. Con me Mihajlović è stato speciale: alla fine di ogni allenamento, mi insegnava come calciare il pallone. “Il giorno dopo mi sveglio e non mi reggo in piedi. Mi arrabbiavo, ma alla fine non era colpa di nessuno. So che non potevo fare di più, ora sono tranquillo, non ho rimorsi. Il problema più grande, in quel momento, è stato di natura psicologica. Maicon mi guarda e capisce che avevo qualcosa di diverso. Ma la prima stagione in giallorosso non fu delle più semplici: Zeman (sostituito poi da Andreazzoli) non rinuncia mai al suo 4-3-3 e la difesa di Castan è la parte più vulnerabile della squadra. Nella sua carriera calcistica c’è un prima e un dopo: la soglia è Empoli-Roma del 13 settembre 2014, seconda giornata di Serie A. Benatia è stato il compagno di difesa più forte.

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Castan rivive la comparsa del tumore: “Nello spogliatoio ad Empoli ... (Fanpage)

Leandro Castan ha raccontato in un'intervista la sua storia. Al difensore ex Roma fu diagnosticato un cavernoma cerebrale, ovvero un tumore benigno al ...

Castan fa l’esordio ufficiale nella nuova Roma di Spalletti contro il Verona ma la prestazione fu un disastro: "Giocai malissimo, forse la partita peggiore della mia carriera – racconta – Pareggiamo 1-1 e procuro un rigore". Prima di lasciare il Toro e concludere la sua carriera tra Cagliari, Vasco da Gama e Guarani, Castan ha conservato dell'Italia il ricordo meraviglioso proprio di Mihajlovic: "L’incontro con il serbo è stato molto più di una mera questione di campo – ha detto – Come lui ha visto che iniziavo ad aver problemi, mi ha portato dai suoi medici. Con me Mihajlović è stato speciale: alla fine di ogni allenamento, mi insegnava come calciare il pallone". Il giorno dopo Spalletti lo convoca in ufficio e letteralmente lo lascia senza parole: "Entro, era lì al pc – racconta – Neanche mi siedo e mi fa: ‘Senti, la partita di ieri è stata un disastro’. Fu l'inizio di un incubo per Castan che non dimentica quegli istanti: "Il giorno dopo mi sveglio e non mi reggo in piedi. Era consapevole che non riusciva ancora ad esprimersi ai massimi livelli come prima, ma aveva bisogno di tempo: "Leandro, senti ho bisogno che torni ad essere il migliore difensore dellhfffa Serie A – dice Spalletti a Castan che risponde – Mister, ho bisogno di giocare. Il ds giallorosso di quegli anni lo chiamò e gli fece un discorso di grande professionalità e serietà: "Senti, fino a quando sono qua, tu resti il centrale della Roma – racconta Castan citando le parole di Sabatini – Prenditi il tempo che vuoi. Spalletti è sicuro di quello che sta facendo: "Tranquillo, ci penso io". Un racconto da brividi che si amplifica poi fino al suo ritorno in campo con la Roma di Spalletti e l'addio imposto al giocatore proprio da parte dell'attuale tecnico del Napoli che lo mise alla porta senza troppi giri di parole: "‘Senti, la partita di ieri è stata un disastro’. L'operazione e il ritorno a quella normalità che si aspettava di trovare Castan furono una montagna ancora più grande da scalare. La verità e la certezza sulle condizioni fisiche di Castan furono confermate dopo circa 3 settimane: cavernoma cerebrale, un tumore benigno al cervello. Contratto di 4 anni per un giocatore che subito ha fatto la differenza sotto la guida di Rudi Garcia.

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Castán: "Quando parlava De Rossi mi brillavano gli occhi. Benatia il ... (Il Romanista)

L'ex difensore giallorosso: "Al mio arrivo nella Capitale ho sentito una pressione fortissima sulle mie spalle. La prima cosa che ho pensato è che avrei ...

Non aver vinto nulla quell'anno è uno dei rimpianti più grandi della mia carriera" "Appena arrivato nella Capitale ho avvertito una pressione enorme sulle spalle, ma ero pronto a tutto. L'ex difensore giallorosso: "Al mio arrivo nella Capitale ho sentito una pressione fortissima sulle mie spalle.

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Il ricordo di Castan: 'Quando Spalletti mi disse che con lui non avrei ... (Calciomercato.com)

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Avevo voglia di spaccare il mondo, ma il mio corpo non rispondeva». Neanche mi siedo e mi fa: ‘Senti, la partita di ieri è stata un disastro’. «Tranquillo, ci penso io». Sei pronto già per il Verona?», «Sì, però ho bisogno di un po’ di partite. Devo ritrovare il ritmo». E lui: «Mister, ho bisogno di giocare.

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Leandro Castán: "Pensavo di morire, persi 15 kg in due settimane ... (Goalist)

immaginate di essere uno dei 5 migliori difensori centrali della Serie A. Avete appena disputato la miglior stagione della vostra.

So che non potevo fare di più, e ora sono tranquillo, non ho rimorsi». Non è che giocammo male, non giocammo proprio». Mi incazzavo, ma alla fine non era colpa di nessuno. Mi sveglio e non mi reggo in piedi. Maicon mi guarda e capisce subito che avevo qualcosa di diverso». In quel momento, ancora una volta, torna la figura di Walter Sabatini, il primo a credere in lui due anni prima prelevandolo dal Brasile: «Qualsiasi persona avrebbe pensato ai soldi in quel momento e mi avrebbe mandato via, anche perché io non volevo operarmi. Entro e trovo Sabatini, che mi fa: ‘Senti, fino a quando sono qua, tu resti il centrale della Roma. Non pensavo al rientro in campo, ma solo al restare vivo. Il primo anno in giallorosso è complicato: la squadra è nelle mani di Zeman, che non rinuncia mai al suo 4-3-3 a trazione offensiva e la difesa prende più di qualche imbarcata. Mi bruciava il cuore». Esce all’intervallo, per la sorpresa di tutti i tifosi: «Un cambio precauzionale, visto l’impegno di Champions», diranno. Quando arrivi ad alti livelli, tutti dicono: ‘Ah che bella vita che fai!’, ma nessuno è cresciuto a Jaú con me, nessuno ha visto i sacrifici che ci sono stati dietro».

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Castan: "Sognavo di vincere lo scudetto con la Roma. Ancora non ... (Roma Giallo Rossa)

Leandro Castan, ex difensore della Roma, ha rilasciato un'intervista a Cronache di spogliatoio. Il brasiliano ha ripercorso tutta la sua carriera.

Neanche mi siedo e mi fa: ‘Senti, la partita di ieri è stata un disastro’. Per non aver più giocato con la Roma e per non aver disputato neanche un Mondiale col Brasile. Mi sveglio e non mi reggo in piedi. Sognavo di vincere lo scudetto con la mia Roma o di andare al Mondiale col Brasile. Non è che giocammo male, non giocammo proprio. anche perché se in una squadra hai solo un leader è un bel casino. La testa mi girava fortissimo, pensavo di morire in quegli istanti. Maicon mi guarda e capisce subito che avevo qualcosa di diverso. “È stato il compagno di difesa più forte. Avevo giramenti di testa e poi vomitavo, vomitavo, vomitavo. Non aver vinto nulla quell’anno è uno dei più grandi rammarichi della mia carriera. Mi sono sentito una pressione sopra le spalle…

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