Carlo Ancelotti, nel corso di una lunga intervista concessa Mediaset, che andrà in ond anel programma televisivo 'I re del calcio.
Quelli che ho in rosa sono ragazzi prima che giocatori, è giusto che si godano i bei momenti e le gioie della loro carriera”. Ha tante qualità, un bel carattere, ma deve rimanere quello che è”. Dopo quella foto con il sigaro e i ragazzi del Real, mi sono arrivati tantissimi sigari a casa, ma il punto è che io non fumo!
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La cosa curiosa è che dopo quell’istantanea mi sono arrivati una marea di sigari, ma io non li fumo! “È la storia del calcio, è un bel film perché a volte succede che le cose non vadano per il verso giusto. Il Real Madrid è stato protagonista di una stagione straordinaria sotto la guida dell’allenatore Carlo Ancelotti, che è riuscito a portare la squadra al trionfo in Champions League nonostante un periodo di difficoltà. Dopo la vittoria in Champions League, Ancelotti ha festeggiato con i suoi giocatori, cantando, ballando e posando con un sigaro in bocca, anche se in realtà non fuma. “È un’annata speciale che arriva dopo un periodo abbastanza travagliato. Ha poi sottolineato che il rapporto con i suoi giocatori è basato sulla serietà e la professionalità, ma anche sulla possibilità di divertirsi insieme in momenti di svago.
Carlo Ancelotti si racconta in un'intervista al Foglio. Parla del Real Madrid, del figlio Davide e del fatto che lo davano per finito.
Per me rimane sempre, per quello che è stato, la simpatia per l’Inter perché è stata la squadra della mia infanzia. Il carattere che ho e che utilizzo nella relazione con gli altri è nato da quegli anni di gioventù che ricordo sempre con molto piacere, perché ho avuto la fortuna di crescere serenamente». La storia del raccomandato è una cazzata. La cosa curiosa è che dopo quell’istantanea mi sono arrivati una marea di sigari, ma io non li fumo! «È la storia del calcio, è un bel film perché a volte succede che le cose non vadano per il verso giusto. La storia del raccomandato è una cazzata».
L'allenatore del Real Madrid campione d'Europa e di Spagna Carlo Ancelotti, ha rilasciato un'intervista che è possibile leggere in versione.
“È un’annata speciale che arriva dopo un periodo abbastanza travagliato. L’esperienza di Napoli è stata comunque positiva. L’allenatore del Real Madrid campione d’Europa e di Spagna Carlo Ancelotti, ha rilasciato un’intervista che è possibile leggere in versione integrale su Il Foglio oggi in edicola e della quale vi proponiamo un breve estratto.
La Champions casa mia? La mia storia calcistica si costruisce nelle due squadre che hanno la migliore tradizione, ovvero Milan e Real Madrid. E' un bel film, a ...
Quelli che ho in rosa sono ragazzi prima che giocatori, è giusto che si godano i bei momenti e le gioie della loro carriera”. La mia storia calcistica si costruisce nelle due squadre che hanno la migliore tradizione, ovvero Milan e Real Madrid. Durante l’intervista concessa a Mediaset Carlo Ancelotti, ha parlato della sua carriera, che lo portato a diventare, proprio in quest’anno solare l’allenatore con più Champions League vinte, proprio quando l’opinione pubblica lo dava come un tecnico ormai in declino: “Si pensava che la mia carriera volgesse al termine, invece è arrivata quest’annata incredibile, con rimonte spettacolari in Champions.
Sull'inizio di carriera: «Cagni, Mutti e Mondonico fondamentali». Da mister: «Il Milan non fu un azzardo, a Benevento fatta la storia»
Con il gruppo si era instaurato un bel rapporto e nessun giocatore mi ha mai mancato di rispetto». Questo è solo il primo anno di un progetto triennale, siamo oltre ogni previsione, l’augurio è che questa squadra mantenga il ritmo di questo strepitoso girone d’andata». Il primo mi ha valorizzato a Leffe e poi mi ha voluto fortissimamente con sé a Verona: ero in cima alla lista dei suoi desideri. E non dimentico neanche Gigi Cagni che mi ha permesso di esordire nel Piacenza a diciotto anni». Da riserva a titolare, segno due gol a Carpi, da quel giorno non esco più dal campo e faccio 13 gol che mi valgono il pass per la B con l’Hellas dove mi ripeto. Mondonico, invece, ha completato il mio percorso di crescita a Bergamo: i 24 gol e il titolo di capocannoniere non sono casuali, quella è stata davvero una stagione eccezionale che poi mi ha aperto le porte di un grande club qual è la Juve. Il nostro posto era in tribuna, ma più di una volta sono “scappato” per andare a seguire la partita in curva. La settimana dopo si gioca a La Spezia e da Piacenza vengono a vedermi tantissimi miei parenti, convinti come me che partissi titolare. Ero in tribuna nella tragica serata di Istanbul e quella dolorosa sconfitta ci diede la forza per ripartire e conquistare, contro lo stesso avversario (il Liverpool, ndr), la Champions due anni dopo». «Per stampa e opinione pubblica non dovevo giocare, Gilardino andava a mille e io non stavo fisicamente bene. Non sarei qui se i miei genitori non mi avessero trasmesso quei valori che fanno la differenza e che ancora oggi mi rendono l’uomo e il professionista che sono. Hanno appoggiato me e mio fratello in tutto e per tutto.
Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid campione d'Europa, ha rilasciato un'intervista a Mediaset, in onda nella trasmissione “I re del calcio 2022”:
(ride, ndr) Ha tante qualità, un bel carattere, ma deve rimanere quello che è”. CHE FESTA - “Dopo quella foto con il sigaro e i ragazzi del Real, mi sono arrivati tantissimi sigari a casa, ma il punto è che io non fumo! La mia storia calcistica si costruisce nelle due squadre che hanno la migliore tradizione, ovvero Milan e Real Madrid”.
Carlo Ancelotti, nel corso di una lunga intervista concessa Mediaset, che andrà in onda nel programma televisivo 'I re del calcio 2022' ha parlato della sua ...
La Champions casa mia? Carlo Ancelotti, nel corso di una lunga intervista concessa Mediaset, che andrà in onda nel programma televisivo 'I re del calcio 2022' ha parlato della sua carriera: "Si pensava che la mia carriera volgesse al termine, invece è arrivata quest’annata incredibile, con rimonte spettacolari in Champions. Ancelotti: "A Napoli sono stato bene, non la considero esperienza negativa"