Al Bois du Cazier, ex-miniera di Marcinelle, divenuta oggi patrimonio dell'Unesco, la commemorazione della tragedia del '56. 262 rintocchi di campana in ...
Il loro sacrificio e la loro determinazione hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell'Italia di oggi e al rafforzamento delle radici della stessa Unione Europea", sottolinea. "Rivolgo il mio saluto e quello di tutto il Senato della Repubblica ai partecipanti alla commemorazione dell'anniversario della tragedia di Marcinelle. Il ricordo delle 262 vittime di quella terribile sciagura, di cui 136 connazionali, resta sempre vivo nella memoria individuale e collettiva". Così la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati in un messaggio. "Le dolorose esperienze dei lavoratori migranti - prosegue il capo dello Stato - maturate nei decenni precedenti il Trattato di Maastricht, hanno sollecitato la promozione dei diritti dei lavoratori al livello europeo, contribuendo alla creazione di un'Europa coesa, solidale, fondata anche su un pilastro sociale.
Si commemora la tragedia del 1956. Presente anche Letta. Zaia ricorda le vittime del Veneto (ANSA)
Ma come ogni anno - dichiara il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli - mi ripeto e mi dispiace doverlo fare, in questa giornata di ricordo e riflessione, sul lavoro e i suoi martiri, vorrei dedicare un pensiero anche alle troppe vittime del lavoro in Italia, praticamente ogni anno abbiamo una Marcinelle trimestrale. Lavorarono duramente, portando benessere e sviluppo nel paese che li ospitava e in quello dove avevano lasciato affetti e radici". "Marcinelle è un simbolo che ci impone di tenere viva la memoria su questa tragedia - conclude Zaia - un monito a non dimenticare tutta la storia della nostra emigrazione e, sulla strada di quello che è già un nostro preciso impegno, a garantire sempre maggior sicurezza nei luoghi di lavoro affinché nessuno debba più rischiare la vita nell'assicurare una vita dignitosa alla sua famiglia". IL COMMENTO DELLA PRESIDENTE DEL SENATO - "Le storie di questi lavoratori sono l'espressione della volontà di riscatto, del coraggio e della tenacia di intere famiglie che, nel secondo dopoguerra, lasciarono il loro paese d'origine per cercare un futuro migliore. In questo spirito - prosegue Mattarella - rinnovo ai familiari delle vittime di quella tragedia e di tutti gli altri episodi che hanno tristemente coinvolto i nostri connazionali in altri contesti, i sentimenti di solidale partecipazione al loro dolore e, a tutti gli italiani che lavorano all'estero, le espressioni della riconoscenza della comunità nazionale". Di fronte alla tragedia di Marcinelle e di tutti gli italiani che oggi ricordiamo, caduti sul lavoro lontano dalla patria, chiniamo il capo rispettosamente impegnandoci a preservarne la memoria da una certa, interessata, retorica di parte". "Ieri Enrico Letta - aggiunge - ha annunciato da queste colonne la sua partecipazione alla commemorazione istituzionale che si svolge come ogni anno nella cittadina belga. E sempre alla lettera della leader di FdI risponde il vicesegretario del Pd Peppe Provenzano: "Una tragedia dell'emigrazione? Non parliamo di migranti!
"Rivolgo un commosso pensiero ai minatori che l'8 agosto 1956 perirono a Marcinelle. Quella tragedia costò la vita, tra gli altri, a 136 connazionali.
La cosa grave è dividere morti di serie A e di serie B, questa è una cosa che non faremo mai. Al Bois du Cazier di Marcinelle la commemorazione, oggi, negli spazi della miniera di carbone, patrimonio dell'Unesco. A dare il via alle cerimonia, la lettura dei nomi delle vittime e i 262 rintocchi di campana. Dal 2001 la ricorrenza è stata proclamata 'Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo' affinché, nel ricordo di quanto accaduto al Bois du Cazier, possa essere onorata la memoria di tutti gli italiani caduti sul lavoro all'estero". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio inviato in occasione del 66°anniversario della tragedia di Marcinelle e della 21° Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
L'8 agosto 1956 A Marcinelle si consumò la più grande strage del lavoro e dell'emigrazione d'Europa: 262 uomini morirono nella miniera di carbone Bois du ...
A Marcinelle si consumò la più grande strage del lavoro e dell’emigrazione d’Europa: 262 uomini morirono nella miniera di carbone Bois du Cazier. Le vittime erano quasi tutte italiane, emigrati non in cerca della ricchezza ma di un lavoro, che se anche di una durezza estrema permetteva la sopravvivenza della famiglia. Disse che era venuto per salutare Renzi e augurare successo a colui che a suo avviso sarebbe dovuto diventare il prossimo segretario del Pd. Sino a quando durante un improbabile viaggio in treno Roma-Bruxelles socializzai con un anziano signore, ex emigrato calabrese, che mi raccontò la storia della sua vita da emigrato e della tragedia di quel maledetto 8 agosto.
Risuona 262 volte la campana al Bois du Cazier di Marcinelle, nel bacino carbonifero di Charleroi, durante la commemorazione del 66° anniversario della ...
Il loro sacrificio e la loro determinazione hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell’Italia di oggi e al rafforzamento delle radici della stessa Unione europea”. Casellati sottolinea: “Guardiamo dunque a quel passato doloroso con la consapevolezza che i vincoli di solidarietà tra persone e popoli, e un rinnovato sentimento di condivisione e reciproca fiducia, ci consentiranno di affrontare le sfide così complesse del nostro presente”. Solo pochi giorni fa, dieci persone sono morte e sette sono rimaste ferite, in Cina, dopo il crollo di parte di una montagna in cui era presente una miniera di carbone mentre dodici minatori in Slovenia sono rimasti feriti in seguito a un crollo avvenuto nella miniera di carbone di Velenje”. ”All’origine del disastro di Marcinelle ci fu un banale accidente – specifica Forni –, ma quei lavoratori rimasero uccisi soprattutto dalla mancanza di misure protettive e dalla disorganizzazione, e per questo non bisogna dimenticare affinché non si ripetano gli stessi errori”. Infine, “questa giornata rappresenta un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore, oltre ad essere un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di chi ancora oggi perde la vita nello svolgimento del proprio dovere”. “Rivolgo il mio saluto e quello di tutto il Senato della Repubblica ai partecipanti alla commemorazione dell’anniversario della tragedia di Marcinelle. Il ricordo delle 262 vittime di quella terribile sciagura, di cui 136 connazionali, resta sempre vivo nella memoria individuale e collettiva”. Anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati rivolge un messaggio in occasione della commemorazione della tragedia mineraria in Belgio. “Le storie di questi lavoratori sono l’espressione della volontà di riscatto, del coraggio e della tenacia di intere famiglie che, nel secondo dopoguerra, lasciarono il loro Paese d’origine per cercare un futuro migliore. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi) e della Fondazione Migrantes. “L’Europa è stata ricostruita nel dopoguerra grazie anche il sacrificio di tanti lavoratori italiani emigrati all’estero: come anche la ricostruzione italiana deve molto ai sacrifici e alle rimesse di milioni di lavoratori italiani emigrati all’estero, soprattutto nei Paesi europei, lontani dai loro familiari”. Perego aggiunge: “Questo sacrificio, questo lavoro dei nostri emigranti continua anche oggi, con molti giovani e famiglie costretti a lavorare all’estero. L’unica Italia che cresce – come ha ricordato l’ultimo Rapporto ‘Italiani nel mondo’ della Fondazione Migrantes – è l’Italia all’estero. Anche oggi non sempre il lavoro italiano nel mondo, come quello degli immigrati in Italia, viene riconosciuto nei diritti fondamentali: precarietà, lavoro nero, sfruttamento avvengono anche in altri Paesi nei confronti dei nostri lavoratori”. “Questa Giornata ricorda i tanti lavoratori di ieri, ma non può dimenticare questi tanti lavoratori italiani di oggi che vivono all’estero – continua mons. Mattarella: il “grazie” commosso dell’Italia. “Rivolgo un commosso pensiero ai minatori che l’8 agosto 1956 perirono a Marcinelle. Quella tragedia costò la vita, tra gli altri, a 136 connazionali”, afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario di Marcinelle che corrisponde alla Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. La commozione è grande: il tempo non lenisce le ferite e semmai richiama il sacrificio odierno di tante persone che, ancora oggi, perdono la salute o – molto spesso – la vita sul posto di lavoro.
BRU09 - 20010808 - MARCINELLE, BELGIUM : File picture dated 08 August 1956 of the fire in the cole mine Bois du Cazier of Marcinelle in which 268 miners ...
Da allora sono aumentati i controlli, si è sviluppata un’attenzione particolare per la sicurezza nei posti di lavoro e si sono ottenuti risultati straordinari ma oggi dobbiamo essere vicini a chi quel maledetto 8 agosto ha perso un familiare in quel luogo. Poveri fratelli partiti in cerca di un posto dove poter lavorare per mandare i soldi a casa hanno invece trovato una morte orrenda. Una tragedia epocale che ha messo a durissima prova il nostro Paese e la nostra regione anche se, da quel giorno si è cominciato a pensare finalmente, in tutta l’Europa. a delineare i diritti e le tutele nel processo sempre più in evoluzione dell’integrazione continentale.
Enrico Letta si è recato in Belgio per i 66 anni dalla strage in miniera in cui morirono 136 italiani. Giorgia Meloni: "Non si strumentalizzi la tragedia ...
Di fronte a questo dramma quotidiano, è doveroso ristabilire il principio elementare che in Italia si puo' accedere e permanere soltanto rispettando le nostre leggi". "Un gesto - osserva ancora la leader FdI - che apprezzo, sinceramente, e che a Marcinelle ha portato anche me in anni passati, perchè quella tragedia è un tassello della nostra vicenda nazionale e di una necessaria memoria storica condivisa. "L'Italia post-bellica aveva siglato nel 1946 un protocollo con il Belgio, che si impegnava a rifornirci di carbone in cambio di manovalanza per le loro miniere. Il loro sacrificio e la loro determinazione hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell'Italia di oggi e al rafforzamento delle radici della stessa Unione Europea. Guardiamo dunque a quel passato doloroso con la consapevolezza che i vincoli di solidarietà tra persone e popoli, e un rinnovato sentimento di condivisione e reciproca fiducia, ci consentiranno di affrontare le sfide cosi' complesse del nostro presente". "L'emigrazione dei nostri connazionali e il sacrificio che questa ha comportato - riprende Mattarella - hanno segnato l'identità dell'Italia e anche lo stesso processo d'integrazione europea. Giorgia Meloni: "Non si strumentalizzi la tragedia per i migranti, no a comparazioni forzate"
Il crollo della miniera di carbone del Bois du Cazier, in cui persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, rimane una ferita nella storia dell'emigrazione ...
E a dare una possibilità a chi arriva da un Paese straniero”. A rispettare la dignità di chi lavora. “Le migrazioni sono una ricchezza, perché chi parte contribuisce con il suo lavoro al progresso e allo sviluppo del Paese di destinazione.
Cerimonia a Vicopisano per Enrico Del Guasta (di Cascina) e Otello Bugliani (Massa) e Romano Filippi (di Fiesole)
I rintocchi della campana del Bois du Cazier hanno dato il là, come ogni 8 agosto, al ricordo della tragedia della miniera vicino Charleroi, in Belgio, ...
È stata la più grande catastrofe dopo la seconda guerra mondiale e non arriverò mai a sapere cosa accadde davvero», ha aggiunto con un filo di commozione. L'ex premier aveva comunicato la sua presenza sottolineando di voler onorare le vittime di Marcinelle ma anche, «simbolicamente, tutti gli altri caduti, a partire da quelli del Mediterraneo». Una tesi alla quale la leader di Fdi ha voluto rispondere punto su punto. Ma quest'anno, con il voto già a settembre, anche la commemorazione di Marcinelle è stata segnata da una campagna elettorale che comincia a entrare nel vivo.